L’anima nera del cancro: un viaggio tra mente e corpo

15 marzo 2017
L’anima nera del cancro: un viaggio tra mente e corpo

Mente e corpo sono più connesse di quanto si pensi. A dimostrarlo è stato la medicina stessa che, negli anni, ha osservato come il cancro si nutra di tutte quelle emozioni negative che segnano la vita di un individuo. 

Le correlazioni tra stato d’animo e malattia sono note fin dai tempi antichi. Già Galeno, uno dei padri della medicina, aveva osservato, intorno al 140 d.c., come le donne malinconiche fossero maggiormente esposte al rischio di sviluppare un tumore della mammella. Con il tempo poi, la scienza ha accantonato questo tipo di studi, focalizzandosi principalmente sullo studio del corpo, piuttosto che sull’immateriale. 

«Mantenete alto il vostro fervore e voglia di vivere»

Nonostante questo, sono numerosi i casi nella storia della medicina che hanno evidenziato quanto forte sia il legame tra mente e corpo. È il caso, per esempio, riportato in uno scritto di Lorenzo Sassuoli, medico del 1400, che riferendosi ad un suo paziente diceva: «Lasciatemi dire alcune cose su ciò da cui dovete guardarvi. A me non dispiace se talvolta andate in collera e schiamazzate, purchè manteniate alto il vostro fervore e voglia di vivere. Ciò che mi dispiace è che vi rattristiate e prendiate eccessivamente a cuore le cose. Perché questo, come insegna tutta la Fisica, può distruggere il vostro corpo più di qualunque altra causa».

Psiche e corpo, l’una lo specchio dell’altro

Più recentemente, invece, nel 1948, la dottoressa Caroline Bedell Thomas, docente presso la prestigiosa John Hopkins University, decise di realizzare uno studio che durò più di 30 anni per osservare come i fattori genetici, psicologici, ambientali e fisiologici avessero un ruolo nello sviluppo delle malattie. Monitorando oltre 1300 studenti della John Hopkins University arrivò a realizzare come il cancro fosse la malattia più legata ai tratti psicologici di una persona. Riuscì persino a definire alcune caratteristiche che, più di altre, possono predisporre al cancro: la perdita del legame affettivo con uno dei genitori, i sentimenti di disperazione, l’incapacità di esprimere le proprie emozioni e un lutto importate avvenuto uno o due anni prima della diagnosi di cancro.

Il corpo che somatizza le emozioni

Anni fa, invece, il medico francese Michael Moirot, decise di analizzare più di 4000 pazienti oncologici per comprendere quale fosse il legame tra mente e cancro. Moirot arrivò alla conclusione che il cancro fosse una sorta di autodistruzione che il soggetto innesca a seguito di forti shock psico-emotivi e che somatizza in precisi organi bersaglio

La mente aiuta il corpo a sopravvivere

Sulla scia di questi lavori, nel 1989, il dottor David Spiegel pubblicò su una delle più prestigiose riviste scientifiche mondiali, il Lancet, uno studio che dimostra come il sostegno psicologico raddoppi le possibilità di sopravvivenza del malato oncologico

Insomma, abbiamo molte più armi del previsto per prevenire e curare il cancro. E la cosa più sorprendente è che sono dentro di noi.

Fonte:
sanifutura.it