Imparare dagli embrioni a sconfiggere i tumori

13 marzo 2017
Imparare dagli embrioni a sconfiggere i tumori

Test in vitro hanno dimostrato che è possibile correggere le cellule tumorali o indurle al “suicidio”, proprio come fanno gli embrioni nelle prime fasi di sviluppo.

Il tumore non “attecchisce” durante le prime fasi di sviluppo degli embrioni, ovvero, quando è ancora in corso l’organogenesi (il periodo in cui gli organi del nascituro si stanno ancora formando); l’unica possibilità di indurre il tumore è attendere la fine del processo di differenziazione degli organi.

L’embrione sa difendersi dai tumori

Ma questa non è una novità, i ricercatori avevano osservato questo fenomeno già da tempo. L’embrione, durante le prime fasi di sviluppo, riesce a correggere le cellule tumorali facendole tornare sane, o le induce al suicidio (nel secondo caso si parla di apoptosi).

L’embrione è “programmato” per correggere gli errori, anzi è abituato. Nelle prime fasi di sviluppo, infatti, la crescita è veloce e turbolenta e in questo periodo possono accadere frequenti “errori” che vengono ordinariamente individuati e corretti durante l’organogenesi.

E se l’errore risulta impossibile da correggere? Viene innescata l’apoptosi, una forma di “morte programmata” della cellula anomala e tutto questo è possibile grazie a delle proteine chiamate “fattori di differenziazione staminale”.

Come si corregge l’errore cellulare?

L’obiettivo dei ricercatori è quello di comprendere come l’embrione riesca a riconoscere le cellule anomale e correggere l’errore. Riuscire a replicare questo meccanismo permetterebbe di “disinnescare” diversi tipi di tumori anche in età adulta.

Le cellule staminali, nelle prime fasi di sviluppo dell’embrione, sembrano essere ricche di alcune tipologie di proteine, appartenenti alla “classe dei fattori di differenziazione staminale”. Questi fattori sono di supporto al DNA (acido desossiribonucleico) delle cellule nelle sue attività di controllo e correzione. Purtroppo, con il passare del tempo i fattori di differenziazione diminuiscono e, di conseguenza, aumenta il rischio che qualche errore sfugga al controllo.

Studi preliminari condotti in vitro hanno dimostrato che somministrando fattori di differenziazione a colture di cellule tumorali si innesca il processo di suicidio, in altri casi, invece, le stesse cellule sono state corrette quando l’errore non era troppo “grave”.

Fonti:
Bizzarri M, Biava PM, Embryonic morphogenetic field induces phenotypic reversion in cancer cells. Clicca qui per scaricare l’articolo
OncoVita – http://www.oncovita.it/index.php/pubblicazioni-scientifiche/16-il-campo-morfogenetico-embrionale-induce-reversione-fenotipica-nelle-cellule-cancerose
OncoVita – http://www.oncovita.it/index.php/pubblicazioni-scientifiche/5-tumore-e-differenziazione-un-modello-per-spiegare-la-malignita