Cancro alla prostata: bucce di mela, uva rossa e curcuma sono valide alleate

6 settembre 2017
Cancro alla prostata: bucce di mela, uva rossa e curcuma sono valide alleate

Una dieta che include le mele, l’uva rossa, la curcuma e il tè verde dà al corpo tutte le sostanze chimiche che hanno importanti proprietà anti-tumore.

Ecco ciò che è emerso da una ricerca presso l’Università del Texas di Austin e pubblicato sulla rivista Precision Oncology

Le considerazioni

Le sostanze chimiche contenute in questi alimenti possono ridurre il cancro alla prostata e sono probabilmente efficaci contro altri tumori”,  hanno dichiarato i ricercatori dell’Università del Texas di Austin.

Lo studio ed i risultato

Invece di esaminare le sostanze chimiche singolarmente i ricercatori hanno voluto vedere quanto fossero efficaci in modo combinato.

Si è scoperto che queste sostanze  lavorano insieme per aiutare ad invertire le infiammazioni, che sono note per avere un ruolo chiave nella crescita delle cellule tumorali. L’infiammazione, causata da infezioni croniche, malattie autoimmuni e persino dall’obesità, danneggia le cellule sane rendendole più suscettibili al cancro.

I ricercatori hanno testato 142 composti diversi su cellule umane in laboratorio finché non hanno trovato la combinazione vincente che include: l’acido ursolico (una sostanza chimica cerosa che si trova nelle bucce di mela e nel rosmarino), la curcumina (il composto vegetale giallo brillante presente nella curcuma) e il resveratrolo (presente nelle bacche e nell’uva rossa).

I ricercatori hanno scoperto che combinando queste sostanze, viene impedito alle cellule tumorali di assorbire la glutammina, un aminoacido che li aiuta a crescere e a diffondersi.

Le conclusioni

La soluzione potrebbe dunque essere bloccare l’assorbimento della sostanza nutritiva necessaria dalle cellule tumorali della prostata attraverso l’assunzione di sostanze nutritive che si trovano comunemente nella dieta umana.

Nel futuro

Sono necessari ulteriori studi con campioni più grandi per confermare i risultati.

 

Fonti:

https://www.nature.com/articles/s41698-017-0024-z