Riprogrammazione delle cellule cancerose: fattori di differenziazione delle cellule staminali e modello operativo per ottimizzare il trattamento del cancro.

3 marzo 2017
Riprogrammazione delle cellule cancerose: fattori di differenziazione delle cellule staminali e modello operativo per ottimizzare il trattamento del cancro.

La recente ricerca ha indotto gli scienziati a riconoscere il ruolo centrale giocato dalle cellule staminali cancerose a sostegno della malignità e della chemio resistenza.
Secondo un recente modello di cancro le cellule tumorali sono come cellule embrionali indifferenziate ed i fattori di differenziazione influiscono sulla loro crescita.
E’ stato scoperto che:
A) la somministrazione di sostanze cancerogene a embrioni durante l’organogenesi produce malformazioni, ma mai tumori
B) la somministrazione dopo il completamento dell’organogenesi, produce tumori
ll cancro può essere visto come la deviazione della crescita delle staminali e può essere controllato dai fattori embrionali.
Cellule cancerose iniettate nel sacco vitellino di embrioni di zebrafish (la vescicola che contiene il nutrimento per lo sviluppo dell’embrione) producono tumore, perché in questa zona di riserva alimentare non ci sono fattori embrionali che lo controllano.
Le stesse cellule iniettate nel tessuto embrionale dove ci sono i fattori embrionali perdono la loro malignità e non producono tumore.
Molti tipi di tumori come leucemia, melanoma, tumore del fegato, del polmone possono riprogrammare il loro fenotipo e trasformarsi in tessuto normale.
Anche nell’utero gravido di mammiferi durante nell’organogenesi del feto si sviluppano gli stessi fattori che riprogrammano le cellule cancerose e le spingono verso la normalizzazione o l’apoptosi.
La malignità dei tumori è legata alle cellule cancerose che per molti fattori sono simili alle staminali.
Il processo di differenziazione si realizza in tappe successive nelle quali dal tessuto originario embrionale si arriva ai tessuti definitivi diversi gli uni dagli altri.
Se c’è errore nelle prime tappe, c’è più malignità perché c’è più vicinanza con la situazione embrionale che cresce velocemente e resta in queste cellule lo stimolo alla crescita veloce.
Se c’è l’errore nelle ultime fasi, c’è meno rapidità di crescita e meno malignità perchè il tessuto è già più simile a quello definitivo che è quasi del tutto stabilizzato.

 

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